Serre di Ciminna: carta sperimentale dei sentieri e descrizione naturalistica di un itinerario di visita.

Pubblicato sul numero di febbraio 2004 della rivista Sikania.###torna all'indice### immagini dalle Serre di Ciminna ### geologia

 

Escursione alle Serre Ciminna

 di Giuseppe Ippolito

L'escursione che proponiamo è un anello che consente di apprezzare le principali emergenze naturalistiche delle Serre di Ciminna. E' un itinerario pedonale, suggestivo e vario, che da Contrada Santa Caterina raggiunge le serre in corrispondenza della sella di quota m 721 per proseguire in cresta passando dalla punta più alta (m 777), dall'ingresso della Grotta del Teschio e dall'Inghiottitoio di Ciminna. Per rientrare si passa dalle doline della Stretta di Carcaci e si segue un sentiero del versante nord est, sopra un querceto relitto, che riporta al punto di partenza.

Il primo tratto del percorso riprende un'antica mulattiera che consente il valico delle serre in corrispondenza di contrada Cerami. Alla destra di questa sono subito visibili due ampie doline la più grande delle quali, in parte coltivata, ospita in inverno anche una raccolta temporanea d'acqua. Una volta valicato il versante, dal rilievo di m 680 che domina sulla località Cerami si ha la più bella vista delle Serre; si possono, infatti, da qui, ammirare le imponenti pareti di gesso selenitico costituite da grossi cristalli geminati a forma di ferro di lancia. Questo è anche il punto migliore per distinguere chiaramente le due successioni sedimentarie gessose sovrapposte e separate da una cengia in corrispondenza di uno strato argilloso: i gessi del primo e del secondo ciclo.

Si tratta di due episodi evaporitici separati che si riscontrano anche in altre parti del Mediterraneo e che hanno portato i geologi ad indagare sugli eventi che circa sei milioni di anni fa hanno portato alla formazione di bacini evaporanti e al deposito delle ingenti quantità di gesso e sale che oggi riscontriamo. Affascinanti sono le teorie elaborate e le prove raccolte per spiegare i gessi siciliani. La più famosa parla di una temporanea chiusura dello stretto di Gibilterra che impedendo l'ingresso di acque atlantiche ha consentito l'aumento della concentrazione di sali e la loro precipitazione ciclica in alcuni bacini marginali.  

Uno di questi bacini è stato proprio quello di Ciminna e lo strato di argilla che separa le due successioni testimonia un intervallo di tempo, tra due cicli di evaporazione, in cui si sono ripristinate le condizioni di mare a salinità normale. 

Se ci si sofferma ad osservare da vicino i cristalli di gesso si nota che non sono tutti uguali, per la maggior parte si presentano ordinati in strati centimetrici dove i singoli cristalli, di dimensioni simili, sono disposti uno accanto all'altro, con la parte acuta verso il basso e la parte biforcuta verso l'alto. Sono gessi primari che si sono formati al fondo di bacini evaporanti per precipitazione di gesso da soluzioni e gli straterelli sottili di argilla tra strati gessosi testimoniano invece i periodici apporti idrici meno concentrati. Altri cristalli invece si presentano molto grandi e limpidi spesso disposti caoticamente. Si formano in genere molto tempo dopo per dissoluzione di rocce gessose già formate e rideposizione all'interno di fratture, cavità e interstrati. 

Sulle pareti di gesso si riconoscono anche da lontano i grandi arbusti emisferici di Euphorbia dendroides che già in gennaio cominciano ad ingiallirsi per la fioritura. Sulle rocce nude gessose della cresta, procedendo verso la vetta, si nota un'altra piccola pianta molto interessante dalle foglie succulente e rametti contorti, si tratta del Sedum gypsicola (Borraccina dei Gessi). Nonostante il nome pare che questa pianta possa anche fare a meno del gesso per crescere, ma l'aiuta in Sicilia a vincere la competizione  con altre specie dalle stesse esigenze ecologiche. 

La pianta che domina l'altopiano gessoso è invece l'Ampelodesmos mauritanicus graminacea perenne cespugliosa nota ai siciliani come "disa" e sparsi esemplari di Teucrium fruticans o Camedrio. I fondi piatti delle doline sono invece coltivati e in questo periodo invernale cominciano a crescere le plantule delle fave, solitamente alternate con le graminacee per consentire il rinnovo dell'azoto nel terreno. 

Percorrendo la cresta delle Serre di Ciminna, si ha anche la sensazione di trovarsi su un'onda solida di un mare pietrificato, ed in effetti, proprio da osservazioni di questo tipo i geologi hanno iniziato ad ipotizzare qualcosa sui movimenti crostali che originano i rilievi. Tutto intorno sono le ondulazioni dei campi arati e inverditi dalle piogge invernali  interrotte a nord e ad ovest dai rilievi carbonatici dei Monti di Calamigna e della Rocca Busambra, e ad est dalla valle del fiume Torto che separa i gessi di Ciminna da quelli omologhi di Monte Misciotto (m 740). 

Superata la vetta si oltrepassa lo Stretto di Carcaci, altro valico storico tra i due versanti delle Serre, e proseguendo in cresta sull'orlo delle pareti di gesso si incontra la Grotta del Teschio. L'ingresso è un pozzo verticale di circa 10 m di profondità che porta ad un terrazzino e successivamente ad un piccolo scivolo; questo introduce, attraverso una fessura con un salto di tre metri, in una stanza con una finestra sulla parete esterna. La grotta si è originata per fenomeni legati alla gravità. La parte più esterna della parete di gesso ha infatti incominciato a cedere al peso allargando le linee di fratturazione tettonica. La grotta prende il nome da un teschio umano incastrato nella fessura sopra l'ultima stanza.  

Per esplorare questa grotta occorrono però corde e imbracature che sono necessarie anche se si vuole esplorare l'Inghiottitoio di Ciminna, la forma carsica più importante dell'area, che incontriamo a magine di una dolina proseguendo il nostro itinerario dopo aver abbandonato la cresta. L'accesso è costituito da un pozzo di 12 m e la cavità poi continua per circa 180 metri, dapprima con un'ampia galleria, poi con un tortuoso labirinto. 

Per chiudere l'anello si prosegue a monte di un poco esteso querceto relitto, con alberi anche notevoli, ma distanti tra loro. Interessante è il sottobosco aperto di Cistus salvfolius, Ruta chalepensis, Ampelodesmos m. e Cymbopogon hirtus. All'ombra delle quercie si nota qualche grossa tana di istrice Histrix cristata, l'animale più rappresentativo delle Serre, grosso roditore di origine africana, pare introdotto in Italia in tempi storici. E diffuso in tutta l'Italia meridionale e si nutre di radici e bulbi. 

Il territorio di Ciminna offre anche di testimonianze storiche e archeologiche ed è di questi mesi l'annuncio dell'Archeologo Prof. Curti della scoperta, in Località "Pizzo Ciminna", di un Santuario del IV secolo a.c. dedicato a Demetra in un sito che pare sia stato abitato dall'età del bronzo fino alla conquista romana. Altri due siti di epoca romana e uno di epoca araba sono stati segnalati ultimamente dall'archeologo Andrea Masi.  

Ma anche la semplice lettura della carta topografica ci riporta a testimonianze storiche ad esempio la Contrada Cassone è toponimo di chiara origine araba oppure la località cerami da "ceramiti" cioè cocci di terracotta. 

Elementi importante per ricostruire i percorsi storici e tradizionali sono anche le cappellette  e i santuari sparsi nel territorio. La piccola chiesetta della Madonna di Loreto, ad esempio, accesso escursionistico da nord per le Serre, insiste sul valico di una importante Trazzera Regia che collega Ciminna con Villafrati, questa importante via è stata scelta come tracciato per il Sentiero Italia, via escursionistica a carattere nazionale che in questo tratto percorre per intero le Serre di Capezzana e le Serre d Ciminna. La cappelletta di Cozzo Ferrato invece è costruita su uno spuntone di gesso su una delle vie di collegamento dal paese alle Serre.  

Per approfondimenti storico culturali: Vito Graziano - "CIMINNA memorie e documenti" - riedizione del 1987 a cura di F. Brancato della "Storia di Ciminna" del 1911 - Editore il Comune di Ciminna

Nell'ambito della valorizzazione ecoturistica di questi luoghi in primavera 2004 per le scuole e per i gruppi che ne faranno richiesta sarà possibile partecipare ad alcune escursioni ed attività di educazione ambientale guidate da Artemisia in convenzione con la Provincia Regionale di Palermo Ente Gestore della R.N.O. Serre di Ciminna. 

Scheda tecnica 

Lunghezza dell'anello: 5 km
tempi di percorrenza: 2 ore
Dislivello: 100 m
Difficoltà: facile

Il punto di partenza per l'itinerario descritto è raggiungibile da Ciminna. Dal paese proseguire sulla Carrozzabile per Portella S. Caterina. Da qui svoltare a destra e percorrere la strada asfaltata per circa 1,5 km. Lasciare l'auto all'incrocio con la mulattiera proveniente da Contrada Cassone.

Aspetti geologici e geomorfologici ]]]]]]]]]]]Monti Sicani

Indice