quercia

Madonie

Piano Pomo

Agrifogli giganti di Piano Pomo

Raggiungibili a piedi da Piano sempria attraverso un comodo sentiero percorribile in 40 minuti.
appunti per una descrizione naturalistica
di Giuseppe Ippolito
Piano Pomo è una valle di forma particolare, assimilabile ad un terrazzo depresso in contropendenza, una conca chiusa ad occidente ed esposta ad oriente. La pendice di sud ovest, esposta a nord est, è coperta di faggi, (Fagus sylvatica), mentre la pendice esposta a sud-est è coperta di querce della specie Quercus petreae. Tra queste due pendici, così diversamente alberate, troviamo un boschetto particolarissimo e unico, un bosco di agrifogli (Ilex aquifolium). Piano Pomo si apre a m1400 sul versante nordorientale del massiccio del Carbonara, il versante di Castelbuono. Questa porzione delle Madonie presenta un substrato in parte siliceo, arenarie quarzose dell'Oligocene, in parte carbonatico, carbonati mesozoici di piattaforma. Il versante presenta alcune associazioni vegetali che si alternano nello spazio di poche decine di metri a parità di quota sul livello del mare e di substrato, nel nostro caso si alterna il bosco di rovere e la faggeta. In un versante generalmente esposto a nordest ogni valle o impluvio crea una pendice esposta a nord ed una a sud-est. Le ondulazioni vallive determinano una alternanza di esposizioni nord e sudest, con tutte le transizioni possibili. Con un angolo di esposizione diverso, anche di poche decine di gradi, si ha una variazione spesso drastica, dell'associazione vegetale. Il fattore che cambia significativamente con l'esposizione è il tempo di insolazione. Una maggiore o minore durata dell'insolazione ha diretta influenza sull'umidità del suolo e sulla traspirazione. Basta una piccola variazione di umidità media annua perchè cambi la lista di specie botaniche che in quel punto trovano il loro optimum climatico. Vi sono specie molto sensibili alle variazioni dei parametri ambientali ed altre che sono tolleranti e poco sensibili. Queste ultime le troviamo quasi indifferentemente al variare dell'esposizione, dentro associazioni vegetali diverse. Il Fagus sylvatica a questa quota cresce quasi esclusivamente sulle pendici esposte a settentrione nelle quali l'evaporazione è ridotta dalle ridotte ore di esposizione al sole. Il faggio è infatti pianta sciafila che ama l'umidità e non tollera l'eccessiva siccità dei versanti meridionali. La rovere resiste molto meglio del faggio alla siccità. Da noi cresce su suolo siliceo ben drenato, sciolto e sabbioso, ma solo al di sopra dei 1300 metri di altitudine. In Italia centro-settentrionale questa specie occuperebbe il piano collinare e montano inferiore (300-1100 m), ma i boschi di rovere sono stati quasi completamente distrutti dall'antropizzazione. Il suo areale comprende l'Europa occidentale e centromeridionale. L'agrifoglio cresce in Sicilia tra i 1200 e i 1500 metri di quota. prevalentemente, ma non esclusivamente, sui versanti settentrionali. Gli Agrifogli di Piano Pomo sono una cinquantina di annose piante che formano un boschetto puro. Il bosco di agrifogli doveva avere maggiore diffusione in Europa nel Terziario, prima delle glaciazioni pleistoceniche. Questo perché è un genere di piante che pur tollerando bene significative differenze di temperatura e natura del suolo, non è in grado di resistere alla siccità prolungata. Il clima europeo del Pliocene è generalmente considerato più caldo e più umido di quello attuale e l'areale dell'agrifoglio dovrebbe essersi sensibilmente ridotto in Europa in corrispondenza delle oscillazioni fredde che hanno caratterizzato il Pleistocene. Si tratterebbe quindi di un paesaggio fossile che eccezionalmente è ancora possibile osservare sulle Madonie, a 1400 metri di altitudine, in una valle in contro-pendenza, dal suolo siliceo e profondo. Questi esemplari hanno trovato il loro ideale climatico ed edafico raggiungendo dimensioni ragguardevoli. La pianta più vecchia sembra abbia circa 900 anni. faggeta